Goggi C., Storia dei Comuni e delle Parrocchie della Diocesi di Tortona, comprese quelle ultimamente staccate, Alessandria, 1966, pp. 366-368:

“Spineto sorge sul fianco occidentale di una bella collina a m. 260 sul livello del mare. La parte nord del paese è detta Castello. E’ un non vasto rettangolo ben delimitato. A memoria d’uomo questo era tutto circondato da un fossato, con una sola piccola porta d’accesso che rimane ancora, per cui entra una via stretta e ripida. Case alte sorgevano sull’orlo del fossato, senza porte e senza finestre in basso (verso il fossato), in modo da servire da mura. Non vi è alcuna rocca. A sud di questo isolato vi è una bassa torre, ossia colombaia, dai caratteri medioevali. Nell’interno del castello vi è una stanza detta l’archivio, forse era l’archivio del Comune.
Il paese sorse poco a poco attorno al castello.
Civilmente Spineto aveva la fortuna di far parte del Vescovato. Aveva i propri consoli, come di può vedere nei registri del Municipio.
Nel 1437 il Capitano ducale ordinava che fossero alloggiati a Spineto 8 cavalli. Durante l’assedio di Tortona del 1642 una compagnia di francesi fece scorreria sulle nostre colline incominciando da Carbonara a cui recarono gravi danni. Spineto, visto il maltrattamento fatto a Carbonara chiuse la porta; i Francesi la forzarono, entrarono, saccheggiarono ed arsero il paese e di nuovo fu saccheggiato nel 1706 dalle truppe del generale Helback. Sotto Spineto nel 1859 si accampò parte dell’esercito francese che andò poi a Montebello, come narra la tradizione.
L’aggiunta del nome specificativo Scrivia avvenne nel 1928.


Monte Marciano. Sovra il dorso del colle sud-est di Spineto è la località detta Monte Marciano. Qui era un abitato di tal nome. Lo trovo nominato in un istrumento del secolo IX in cui la Signora Teberga donava alla chiesa di San Lorenzo di Tortona beni posti in Monte Marciano. Questo abitato è nominato pure in un istrumento del 1217 col quale il prevosto della suddetta chiesa confermava beni posti ivi. Marciano in dialetto è Marsan: presso Torriglia vi è altro Marzano. Marciano, a prima vista, sembra nome latino, ma non lo è.


Mariana. Sull’altipiano ai piedi della collina, sopra una piccola lingua di terra che si precipitanel Magarotto esiste la Villa Mariana (e non Marianna) E’ un edificio costrutto a guisa di castello, cioè circondato da ripe, coi muri alti, quadrato, tutto chiuso e con un’unica entrata. Il fabbricato reca parti trecentesche, parti quattrocentesche e parti secentesche, edificate queste in seguito all’incendio appiccatovi sul principio di detto secolo dagli Spagnoli. Mariana è nome latino, forse derivante da Marius. E’ sulla via dei vecchi detta «dei feudi» perchè conduce nei feudi del Vescovo. Ivi furono trovati lastroni di terra cotta di epoca romana. Esso era possesso allodiale della mensa vescovile.


Magarotto. Il rivo Magarotto trovasi menzionato in un atto del 1313 nel reclamo di un mercante di Milano che fu depredato presso quel rivo e che domandava il risarcimento dei danni al comune di Tortona. La parola Magarotto è composta da due parole liguri, Mag, casa presso le acque, ed ar, rivo. Sulla riva sinistra, poco prima dello stradone si trovano grossi blocchi di muri antichi.
Nei registri dei morti di Carbonara si legge che in detto rivo morì annegato un soldato tedesco al servizio della Spagna. Avanzi di muri sulla riva sinistra del Magarotto trovandi pure sotto Spineto.
Quando venne fondato? La tradizione raccolta anche da Salice dice che fu fondato ai tempi dei Ghibellini profughi di Paderna. C’è del vero e bisogno di essere completato. Alla fine del trecento non quelli di Paderna, ma quelli di Bosia o Bosiglio si unirono a quelli di Montemarciano ed a quelli di S. Clemente edificarono il paese sopra un monte coperto di spine donde il nome Spineto.


Notizie religiose. La parrocchia di Spneto l’abbiam veduta per la prima volta nel catalogo del 1523. La chiesa sorgeva a nord-est, fuori del castello; se ne conserva ancora il santa santorum ed è ancora ben determinabile la sua area. Non era molto vasta. Accanto ad essa, nel 1831, fu eretto l’alto campanile che si vede da lontano; negli anni 1867-68, per orepa della popolazione, fu edificata l’ampia chiesa attuale.
I morti si seppellivano per la maggior parte entro una vasta sepoltura nella chiesa vecchia, benchè avesse un proprio cimitero, che per essere da ogni parte aperto, nel 1658 fu interdetto. Nei registri parrocchiali si legge che una volta il seppellitore nel togliere la pietra che chiudeva il sepolcro vi cadde dentro e vi giacque. Si legge pure che un altro discese entro la sepoltura e non ne uscì più.
Nel 1763 fu costruito un altro cimitero che sul finire del secolo scorso fu disfatto e che attualmente è occupato dal cortile dietro il Municipio.
Nel 1580 la chiesa aveva una sola pianeta, nel 1667 la parrocchia faceva 35 fuochi; nel 1671 faceva fuochi 38, anime 180. Nel 1732 il parroco fu sequestrato per tre mesi in Tortona.
La parrocchia aveva titolo di curazia che nel 1610 fu elevato in quello di rettoria ed a quello di prevostura nel 1789.
Spineto è la patria di Fra Marciano, laico cappuccino, al secolo Pierantonio, nato nel 1812 da Antonio Artana e da Marta Bonissone, morto nel convento di San Barnaba in Genova nel 1879 in concetto di santità. Ne scrisse la vita il canonico Don Legè.
Ora altre questioni. Quando fu edificato il paese? L’esame dei fabbricati del castello lo ferebbe del trecento o quattrocento e non prima. Si veda anche Paderna.
E la popolazione dove andava a messa? Sotto Monte Marciano vi era una regione chiamata San Giacomo.
Il titolo di essa accusa un’origine medioevale posteirore al mille. Può darsi che questa sia stata la chiesa di Monte MArciano.
E’ presumibile che distrutto Monte Marciano con la sua chiesa gli abitanti del nuovo paese abbano edificata un’altra chiesa col medesimo titolo.
Nella chiesa di Spineto si festeggia anche San Clemente. E’ tradizione che tra Spineto e Montale in regione San Clemente sia esistito un cimitero; anzi, alcuni dicono che vi siano stati dei frati il che non è vero. Se vi era un cimitero doveva esserci anche una chiesa o una cappella ed un gruppo di case. Si può supporre che gli abitanti di questo gruppo di case si siano trasportati nel nuovo paese recando seco la devozione al loro Santo.
Sulla via che da Olmelucco va a Paderna a nord di Spineto furono trovati molti embrici spezzati e mattoni romani; ed in regione Chiesuola furono trovate le fondamenta di un muro che va da oriente ad occidente di Chiesuola. Questo nome indica che vi era una chiesuola di cui si è perduta la memoria.


Oratorio. Nel sinodo di Mons. Settala si legge: «Oratorio B.V.M. quod eum sit dirutum, confratres recitant officium in parrocchiali».
L’oratorio attuale chiamasi della SS. Trinità, segno che già aveva altro titolo che cambiò quando si aggregò all’arciconfraternita omonima di Roma per l’acquisto delle indulgenze”.