AA.VV., Guida di Tortona e del Tortonese, Tortona, 1977, pp. 321-323:

“Nel territorio comunale si trovava l’abitato di Montemarciano, ricordato nella «donazione di Teberga» (IX sec.) e in un atto del 1215.
Spineto fece parte del Vescovado, del quale seguì le vicende storiche. Il paese, che sorse attorno ad un castello, era cinto da solide mura e circondato da un grande fossato. E’ visibile la porta che immetteva nel centro del castello e costituente una tipica fortezza. Se Spineto non avesse avuto le devastazioni che, purtroppo, conobbe, nei sec. XVII e XVIII, oggi ammireremmo un autentico gioiello di architettura medioevale. Significativi sono i segni che restano di tanta nobiltà architettonica. Nel territorio di Spineto vi era una cascina, con ampia proprietà di terreno coltivo, chiamata «la Marianna», situata lungo la strada del Vescovado (o dei Feudi). Qui si scontrarono le guardie del Vescovo contro i commissari regi del Ducato di Milano, quando ardirono varcare i confini delle «15 Terre».
Alla «Marianna» risiedevano i frati mendicanti, chiamati dalla religiosità degli Uomini di Spineto, per essere d’aiuto nei servizi religiosi, nella cura degli infermi e nella sepoltura dei defunti. Nei primi anni in cui i frati dimorarono alla «Marianna» la comunità di Spineto era entusiasta: solleciti ai divini servizi e, soprattutto, molto premurosi nei funerali, anche se a piedi scalzi in pieno inverno.
Gli uomini si Spineto erano orgogliosi dei loro frati e procuravano che essi avessero sempre la dispensa piena di ogni ben di Dio. Col passar del tempo i frati si rendevano preziosi e, adducendo che d’inverno il freddo era troppo pungente, e d’estate il sole troppo caldo, non partecipavano quasi più ai funerali. Alcuni della comunità di Spineto andarono, perciò a protestare dal Vescovo e questi esclamò: «Se volete cavare il lupo dalla tana non dategli più da mangiare!».
La parrocchia è citata nel catalogo del 1523 e sorgeva fuori dal Castello. L’attuale chiesa, costruita nel secolo scorso, sostituì la primitiva, crollata a causa del terremoto del 1828″.

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